Fondazione Goria

Premio Gianni Aimar "Comunicare la montagna"
Sesta edizione

5 Giugno 2014
Antico Palazzo Comunale Saluzzo
Via al Castello, Saluzzo (CN)


Fondazione Goria Convegno


Il leggendario “lupo che corre”, Roberto Ghidoni, è stato protagonista giovedì 5 giugno, alle ore 21.00, nel salone dell’Antico Palazzo Comunale di Saluzzo, in Salita al Castello: è lui, infatti, il vincitore della sesta edizione del “Premio Gianni Aimar: comunicare la montagna” organizzato dalla Fondazione Giovanni Goria di Asti con il comune e la Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo.

Una scelta, quella del comitato organizzatore, che premia una persona che ha scelto di vivere e lavorare in montagna ma, al contempo, di dedicarsi allo sport con grandi imprese e alla solidarietà con un impegno a favore dei malati di mente e dei carcerati. Durante la serata, a presentare Roberto Ghidoni al pubblico è stato il giornalista Roberto Mantovani che ha scoperto le tante “facce” di Ghidoni: studente di ingegneria, montanaro convinto, sportivo dell’estremo (di qui il soprannome di “lupo che corre”) e soprattutto la sua grande forza d’animo, come ha ben testimoniato il film “Running wolf” di Marco Preti che racconta i 1800 km della sua gara in Alaska.

La motivazione del premio è stata illustrata da Marco Goria, dopo i saluti del Sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni. Queste le parole: “A Roberto Ghidoni per la sua scelta di vivere la montagna fino in fondo, allevando poche mucche e lavorando nei campi senza per questo rinunciare alla curiosità intellettuale (che l’ha portato ad impegnarsi in significative iniziative di solidarietà) e alla pratica sportiva con la quale ha raggiunto importanti traguardi. In particolare i record stabiliti come runner nell’Itidaroad, durissima gara che disputa in Alaska.

I titoli conquistati hanno valso il soprannome di “alce che cammina” da parte degli Inuit mentre gli amici lo definiscono “lupo che corre”. Una testimonianza di vita che comunica, nei fatti, valori positive e speranze della montagna universale”. Il premio, come sempre, consiste in un’opera dello scultore Michelangelo Tallone di Paesana che, per ogni edizione, ha realizzato opere d’arte ispirandosi ai premiati.




Roberto Ghidoni

Le montagne dell’alta valle Trompia diventano presto la “via di fuga” dalla città. L’amore per la montagna e la natura cresce a tal punto che Roberto, studente di Ingegneria del terzo anno, decide di cambiare vita scegliendo di aprire una piccola azienda agricola a Ludizzo di Bovegno. Nel settore sportivo riesce ad affermarsi a livello nazionale nello sci alpinismo.

Nel febbraio del 2000 si iscrive come “runner” - corridore a piedi -alla Itida Extreme, una delle gare più dure del mondo che si disputa in Alaska, con temperature davvero polari, sulla distanza di 560 km e subito arriva al terzo posto; il mal d’Alaska era iniziato. L’anno dopo, partecipa ancora sulla medesima distanza, facendo segnare il primo posto ex-equo.

Seguono altre vittorie record sulla distanza di 1765 km con variante: succede anche che il sindaco di Nome l’abbia atteso al traguardo con una scolaresca di bambini. Il quotidiano “Anchorage Daily News” lo definisce l’“alce italiano” (The Italian Moose) e, anche i telegiornali locali parlano dell’impresa; Roberto inaspettatamente diventa famoso tra la gente dell’Alaska. Gli amici lo battezzano “lupo che corre”.

 

Sono intervenuti

coordinatore
Alberto Gedda

Mauro Calderoni

Sindaco di Saluzzo

Marco Goria

Presidente Fondazione Giovanni Goria

Carlo Cerrato
Segretario Fondazione Giovanni Goria

Ha moderato
Roberto Mantovani

Giornlista


Premio Aimar "Comunicare la montagna" 2014 a:
Roberto Ghidoni


 

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