Fondazione Goria

Conoscere la corruzione per prevenirla
Incontro con Sergio Rizzo e Carlo Bonini

 

 

24 Febbraio 2015
Polo Universitario Uni-Astiss
Asti



 

        

Fondazione Goria Convegno


I giornalisti Sergio Rizzo e Carlo Bonini, hanno concluso al Teatro Alfieri di Asti il ciclo dei 4 incontri ideato e organizzato dalla Fondazione Giovanni Goria sul tema: “Conoscere la corruzione per prevenirla”.

Il ciclo di incontri, patrocinato dalla Prefettura di Asti con l’Ufficio Scolastico Piemontese - ambito di Asti e da Uniastiss in collaborazione con Libera Asti, ha coinvolto in tutto oltre 1000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Dopo gli incontri con il Prof. Sciarrone, docente di Unito, che ha offerto una panoramica sul radicamento delle mafie al nord; con il Procuratore di Asti, dott. Giorgio Maria Antonio Vitari e il Tenente Colonnello Domenico Oliveto della Guardia di Finanza che hanno approfondito l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrastare i fenomeni di corruzione; con Leonardo Ferrante, Referente scientifico di Riparte il futuro, campagna anticorruzione promossa da Libera e Gruppo Abele che finora ha raccolto oltre 800.000 firme, i due giornalisti Sergio Rizzo e Carlo Bonini, coordinati da Carlo Cerrato, hanno offerto ai ragazzi che gremivano il teatro, un nuovo punto di vista, un approccio giornalistico e di inchiesta per guardare alla tematica che hanno approfondito finora.

Dopo i saluti del Vicesindaco di Asti, Davide Arri e di Marco Goria Presidente della Fondazione Goria, è stato Sergio Rizzo, firma del Corriere della Sera, a ripercorrere vivacemente insieme ai ragazzi i casi di corruzione più noti alle cronache. Così dal Mose all’Expo, ha dimostrato dati alla mano, come le conseguenze di questa corruzione endemica portino l’Italia ad essere poco attrattiva per gli investitori esteri (solo lo 0,6% di investimenti esteri si ferma in Italia) e se in Europa la corruzione vale 120 mld di Euro, la metà riguarda solo l’Italia.
La corruzione in Italia pesa dunque 60 mld e lascia senza parole l’elenco di nomi fatto da Rizzo, di personaggi condannati per reati di corruzione che ancora oggi occupano ruoli istituzionali, a questi si aggiungono i nomi di condannati che percepiscono tutt’oggi un vitalizio, elencati da Carlo Bonini, firma di Repubblica. Quali sono le cause di questo cancro? Per i due relatori sono molteplici, ma soprattutto sono da ricercarsi nella mancanza di trasparenza e in una burocrazia complicata, già Tacito diceva “Corruptissima Republica, plurimae leges” è oggi il caso del nostro Paese, dove non solo le leggi sono molte, ma soprattutto poco chiare e poco comprensibili dai cittadini. E’ anche dietro tutto questo che la corruzione si nasconde e altera la democrazia e i meccanismi di mercato con il risultato che tutti i cittadini abbiano servizi peggiori.

Carlo Bonini, autore con Giancarlo De Cataldo del libro “Suburra”, aveva in qualche modo già anticipato e descritto lo scenario e i meccanismi di “Mafia Capitale”. Suburra ha raccontato una criminalità che si è spogliata del suo già modesto quadro culturale di riferimento, una criminalità allo sbando che riflette un paese allo sbando. Bonini ha affiancato a quelle elencate da Rizzo un’altra concausa della corruzione, l’evasione fiscale.

“Per potere corrompere è necessario creare dei bacini di fondi nascosti da cui attingere il denaro, la corruzione vive di buio e dobbiamo tutti cercare di fare emergere il più possibile”. Sì, ma come fare concretamente? Lo hanno chiesto insistentemente i ragazzi e i relatori non si sono sottratti dall’affrontare insieme le difficoltà e le contraddizioni che si incontrano nel “volersi impegnare per contrastare la corruzione”. “E’ necessario prima di tutto guardarsi dentro e recuperare il senso di appartenenza alla comunità, capire che tutti siamo uguali e che nessuno è più uguale degli altri e recuperare anche un sano senso di vergogna, sentimento rivoluzionario che può aiutarci a contrastare i comportamenti scorretti”.

Così Sergio Rizzo ha voluto rispondere alla domanda difficile e urgente dei ragazzi che hanno partecipato con domande e osservazioni alla mattinata. A concludere l’appuntamento sono state le parole di Giulia, studentessa del Monti che ha spronato tutti a riflettere su come non si debba essere necessariamente eroi per combattere la corruzione, ma che basterebbe riflettere ogni qualvolta siamo consapevoli di commettere un gesto sbagliato, dal parcheggiare l’auto in doppia fila all’ accettare una raccomandazione.
Così si incomincia una battaglia quotidiana per contrastare la corruzione e infliggere colpi alla percezione della corruzione, seppure con la consapevolezza che, come diceva Einstein, “E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio”.

 


Sono intervenuti


Davide Arri
Vice Sindaco di Asti

Marco Goria 
Presidente della Fondazione Giovanni Goria

Sergio Rizzo 
Giornalista del Corriere della Sera e scrittore

Carlo Bonini 
Giornalista di Repubblica e scrittore


Ha coordinato

Carlo Cerrato 
Segretario Generale della Fondazione Giovanni Goria


Rassegna stampa

 

Questo sito utilizza cookies tecnici per garantire il servizio e cookies di terze parti per analisi sul traffico. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento ne acconsenti l'uso. Visualizza la nostra Privacy Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information