Fondazione Goria

COMUNI E PROVINCIE, FUNZIONI E RISORSE:
RIFORME MANCATE E PERCORSI PER TORNARE A CRESCERE

 

 

 

 

22 Giugno 2018
Ex chiesa del Gesù Palazzo del Michelerio, Asti


Tra riforme incompiute e risorse sempre più ridotte, gli enti locali vivono una stagione di difficoltà ed incertezza.Questo tema, focus dell’incontro di venerdì scorso, organizzato dalla Prefettura di Asti e dalla Fondazione Giovanni Goria, pare scomparso dal dibattito politico, ma resta imprescindibile per assicurare servizi efficienti ai cittadini.

A fare gli onori di casa presso l’ex Chiesa del Gesù, Gianfranco Miroglio, Presidente Ente Parchi e Marco Goria, Presidente della Fondazione Giovanni Goria. Già nel vivo dell’incontro, coordinato dal giornalista Carlo Cerrato, gli interventi dell’Assessore Comunale, Renato Berzano, del Presidente della Provincia Marco Gabusi e del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Mario Sacco.

La legge n. 56 del 7 aprile 2014, comunemente detta Delrio, aveva avviato una trasformazione delle Province, in attesa di una loro abolizione, di competenza di una legge di rango costituzionale, che non c’è stata. Resta pienamente vigente ma meriterebbe un tagliando.

“La legge Delrio va riformata per forza. Sarà importante capire la scelta di questo Governo perché abbiamo bisogno di risposte politiche subito.” Ha dichiarato Marco Gabusi, critico con la legge.

Sui punti di forza della riforma, si è concentrato il Prof. Franco Pizzetti, sottolineando il carattere evolutivo di ogni riforma che difficilmente nasce perfetta e come la legge abbia introdotto elementi di semplificazione dei livelli politici locali e abbia “messo nelle mani dei sindaci i territori”, segnalando che “i suoi limiti si devono principalmente alle scelte economiche sbagliate: proprio quando si doveva attuare la Delrio, hanno tagliato i fondi alle Province.Si resista alla tentazione di tornare indietro perché non si sa come andare avanti”.

Sull’esigenza di “manutenzione”dell’ordinamento degli Enti Locali, Riccardo Carpino, Prefetto e già Capo di Gabinetto Ministro Affari regionali. Ha ricordato che si deve prendere atto che la realtà italiana è quella dei piccoli comuni e per loro andrebbe pensato un efficiente sistema di supporto. Carpino ritiene che la n.56 sia una scommessa vinta, ma vede come “necessario un tagliando sulla riforma delle Province e sulle Città Metropolitane. Si tratta di avviare un percorso di “semplice e ordinaria manutenzione” che comporta delle scelte da parte della politica.”

Di federalismo fiscale ha trattato Matteo Barbero, esperto di Diritto Amministrativo, delineando il processo attuativo della legge delega n. 46/2009 che, con la sua entrata in vigore, prefigurava una progressiva estensione dell’autonomia finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tuttavia, la crisi economico-finanziaria ha segnato uno scarto netto rispetto alle intenzioni di partenza.

Oggi si assiste a una torsione tra autonomia e centralizzazione che va corretta”. Barbero ha poi ricordato che la Sentenza della Corte Costituzionale 101/2018 ha giudicato incompatibili le limitazioni poste dal blocco dell’avanzo di amministrazione. “Se l’avanzo esiste, è spendibile indipendentemente dall’esigenza di risanamento del Paese nella sua totalità. La situazione è oggi quella di essere sottoposti a una legge molto restrittiva, svuotata di contenuto dalla Corte Costituzionale.”

In ultimo, Marco Orlando, Direttore dell’Anci Piemonte ha evidenziato lo sproporzionato sacrificio, per effetto della crisi, chiesto al comparto degli enti locali: “I Comuni sono enti che hanno la missione di erogare servizi. Una missione che è stata messa in dubbio. C’è la necessità urgente di liberare quote di spesa corrente.

Una richiesta d’attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti dunque.Al termine delle relazioni hanno preso la parola il Senatore Massimo Berutti,il Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Marco Marocco Gianluca FornoVicepresidente di ANCI Piemonte Sindaco di Baldichieri.

Il Prefetto, Paolo Formicola, ha concluso l’incontro, sottolineando gli elementi di contesto: “Dobbiamo ricordare sempre in che momento storico nascono queste riforme e quali erano le priorità del Paese. Le complessità espresse oggi sono derivate dalle gravi difficoltà di tenuta economica del sistema Italia. Abbiamo vissuto due tempeste, prima quella del rischio di commissariamento da parte dell'Europa, poi quella di tipo istituzionale con al centro le Province. Anche il federalismo fiscale è stato bloccato perché incompatibile con questo scenario.”

Il Prefetto ha espresso l'opinione che la riforma delle Province, dal punto di vista dell’architettura funzionale, sia una riforma che si possa affrontare, proprio in una prospettiva manutentiva, “con il cacciavite e non con le ruspe”, pur sottolineando la necessità di disporre di risorse finanziarie certe e adeguate alle funzioni da esercitare.

 

 

 

 

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