Fondazione Goria

Presentazione del volume in edizione anastatica di Mario Ferrara:
Luigi Sturzo (ed. originale 1925)

 

22 Settmbre 2016
Sala Conferenze Palazzo Mazzetti



Fondazione Goria Convegno


Il curatore del volume è il sociologo astigiano Emanuele Bruzzone che sarà presente insieme all’autore della nota biografica e politica contenuta nel libro, Walter Crivellin,storico del pensiero politico.
Entrambi lavorano presso il Dipartimento di Culture Politiche e Società dell'Università di Torino. Ha coordinato gli interventi Carlo Cerrato, Segretario Generale Fondazione Giovanni Goria Interverranno: Luca Rolandi, giornalista e Presidente Fondazione Fuci; Giovanni Carpinelli, storico della Fondazione Istituto Gramsci Torino e Mauro Forno Presidente dell’ ISRAT L’iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Goria con ISRAT, con la collaborazione di Ethica, Uni-astiss, Associazione Davide Lajolo e Tempi di Fraternità.

L’idea di rieditare il volumetto di Mario Ferrara ( nonno del noto giornalista Giuliano) dedicato a Don Sturzo, prende le mosse dal rammarico che il sociologo Filippo Barbano manifestava per l’oblio nel quale era caduto così come l’intera opera sociologica del poliedrico prete siciliano. Così il suo allievo, Emanuele Bruzzone, ha voluto curare la riproduzione anastatica di questo testo intitolato “Luigi Sturzo”, a novant’anni di distanza. (l’edizione originale è del 1925, stampato dall’editore modenese Angelo Fortunato Formiggini nella sua collana “Medaglie”).

Si tratta di un primo tentativo biografico “in tempo reale” dedicato al sacerdote siciliano che nel 1919 fondò il Partito Popolare e fu esponente di spicco dell’antifascismo, scelta questa che gli costò l’esilio.Una figura tratteggiata da un attento scrittore politico, abituato a decifrare le linee di tendenza che soggiacciono alla cronaca quotidiana del dibattito politico. L’autore, Mario Ferrara, fu infatti giornalista e scrittore politico liberal-democratico, convintamente laico. Proprio per questo la sua monografia del prete di Caltagirone incuriosisce e si fa interessante. In questo libro si sofferma sui punti fermi che Don Sturzo ha via via indicato per porre le basi di quella inedita e moderna forma di presenza politica dei cattolici.

Vengono messe in luce le analisi teoriche e le scelte concrete affrontate dal “primo” Sturzo. Ferrara sottolinea come il prete di Caltagirone sia promotore di una fede moderna che, pur muovendo da premesse saldamente cattoliche, pone il problema politico come questione di libera volontà, correndo tutti i rischi delle scelte morali dettate dalla coscienza.
Chicca interessante è poi sapere che lo stesso Don Sturzo commentò così questo scritto su di lui: “Avrei qualcosa da dire sull’opuscolo del Ferrara, ma per mille ragioni mi sto zitto, grato a lui di avere cercato di indagare qualche linea del mio pensiero e del mio lavoro.”

Mario Ferrara
L’autore di “Luigi Sturzo”, nasce a Roma nel 1892.
Giornalista era laureato in Giurisprudenza. Svolse il suo apprendistato presso “L’Azione” e il “Secolo XIX” come corrispondente dalla Conferenza di Pace dei Versailles. Diventa poi analista politico su “L’Unità” di Gaetano Salvemini e sulle pagine de “La Rivoluzione liberale” di Piero Gobetti. Diventa poi redattore de “Il Mondo” di Giovanni Amendola.
A servizio della causa antifascista come avvocato penalista difese, dinanzi ai tribunali ordinari e speciali, Umberto Terracini, Tito Zaniboni – che progettò l’attentato al Duce- e Pietro Amendola. Dal 1945, diresse la “Nuova Antologia”. Approdò più tardi al gruppo de “Il Mondo” di Pannunzio e fu tra i fondatori del Partito Radicale dove proseguì la sua lotta per un liberalismo rinnovato. I suoi ultimi articoli li scrisse per “La Stampa” e “Il Corriere della Sera”.

 



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