Alfabeto Civico

Polo del 900 – Alfabeto civico: parole in gioco

Alfabeto Civico. Parole in gioco è un progetto integrato del Polo del ’900 ideato e coordinato dalla Fondazione Donat-Cattin in collaborazione con otto enti e fondazioni, e i Servizi Educativi del Polo del ‘900 ed ha come obiettivo la crescita di una prospettiva civica tra i giovani attivando percorsi di riattivazione alla propensione civica e politica di giovani delle scuole secondarie di II grado (fascia 14-19) di Torino (Istituto Bosso Monti, Istituto Agnelli, Liceo Copernico, Asti (Istituto Monti) e Cuneo (Liceo Peano) in percorsi virtuosi e concreti di partecipazione.

Un Alfabeto Civico per riattivare la propensione civica e politica dei giovani e dei cittadini, in percorsi virtuosi e concreti di partecipazione.

Un progetto, molti obiettivi.

D di democrazia
come scelta e impegno un quadro storico della nascita della Repubblica italiana

LA REAZIONE DEI PUBBLICI COINVOLTI:

Nella declinazione delle prime 5 parole dell’Alfabeto Civico (Ambiente, beni comuni, cultura, democrazia, economia/Lavoro, la Fondazione Goria si è concentrata sull’approfondimento della parola Democrazia.

Il risultato?

Un percorso multimediale che si compone di video, testi, letture. Un prodotto navigabile con una funzionalità simile a quella di un sito internet, pensato come supporto alla didattica.

I ragazzi e i docenti potranno esplorare i contenuti e scegliere cosa approfondire, quali video vedere e quali letture ascoltare.

La democrazia è una parola ripetuta ossessivamente nei discorsi quotidiani, caricata di valori spesso dati per scontati e non compresi nella loro profondità. Questo percorso didattico ha l’ambizione di porre ciascuno di noi di fronte alle radici della nascita della Repubblica Italiana come momento storico in cui la comunità nazionale costruisce la propria forma democratica.

La costituzione italiana nata dopo la seconda guerra mondiale è il crogiuolo storico e ideale in cui si confrontano le varie posizioni sull’architettura delle regole della società nata dopo vent’anni di dittatura fascista. Un ritorno alla libertà che prende forma dopo un periodo in cui la funzione democratica era stata svilita e vilipesa non solo attraverso le leggi, ma anche nelle coscienze delle persone.

Il percorso didattico vuole analizzare come la società italiana sia passata da un regime totalitario alla ricostruzione delle condizioni per costruire una società democratica. La riconquista della libertà non avviene solo per un formale cambio di regime, ma soprattutto per la presa di coscienza da parte dei singoli della loro funzione attiva nella società come cittadini. La Resistenza non rappresenta una guerra epica, ma la scelta per riprendere possesso della propria presenza politica, la scelta, anche, di una nuova generazione di essere parte dello sviluppo del proprio paese come scrive lo studente diciannovenne Giacomo Ulivi prima di essere ucciso da un plotone di esecuzione fascista: dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. (…) Vorrei che con me conveniste quanto ci sentiamo impreparati, e gravati di recenti errori, e pensassimo al fatto che tutto noi dobbiamo rifare. Tutto dalle case alle ferrovie, dai porti alle centrali elettriche, dall’industria ai campi di grano. Ma soprattutto, vedete, dobbiamo fare noi stessi: è la premessa per tutto il resto. Per abituarci a vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo dei nostri mali. (…) Per questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma, cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri.

Come vorremmo vivere, domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!

 

PER GLI INSEGNANTI
E’ possibile richiedere il percorso D di democrazia scrivendo a:
a.conti@fondazionegoria.it

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